Ai primi di maggio

Kent State University, Ohio – 4 Maggio 1970

(scritto il 30 Maggio 2016)

Il presidente Nixon aveva promesso, durante la campagna elettorale, di terminare la guerra in Vietnam. Ed effettivamente le ostilità erano diminuite nel 1969. Tuttavia l’avversione giovanile verso quel conflitto era aumentata verso la fine dell’anno, e almeno due motivi si possono elencare. Il primo fu la scoperta da parte del pubblico americano della strage di My Lay – il massacro dell’intera popolazione civile di un villaggio vietnamita da parte dell’esercito americano. Il secondo fu la reintroduzione del sistema di leva – che non era più in uso dalla Seconda Guerra Mondiale – per lotteria. Il meccanismo era semplice. Il governo federale metteva in un’urna 365 numeri, uno per ogni giorno dell’anno. Seguivano varie estrazioni: se usciva, supponiamo, il numero 258, corrispondente al 14 settembre, tutti gli uomini nati il giorno 14 settembre tra il 1944 e il 1950, avrebbero ricevuto la cartolina precetto. Seguivano poi altre estrazioni fino al raggiungimento del numero di coscritti necessario. Seguendo un tale sistema di leva obbligatoria, non solo molti studenti universitari sarebbero stati mandati in guerra in Indocina, ma anche molti professori.
Contrariamente alle promesse di costruire velocemente la strada verso la pace, il presidente Nixon annunciò pubblicamente, il 30 aprile del 1970, che forze americane avevano iniziato incursioni ed attacchi all’interno del territorio cambogiano.
A partire dal primo maggio 1970 ripresero, nei campus universitari, le proteste contro l’allargamento e il prolungamento del conflitto.

Nella notte rabbia esplose nel centro della cittadina universitaria di Kent. La polizia intervenne ma si trovò sotto un tiro di bottiglie e sassi da parte di studenti e altri civili. Nei due giorni successivi il governatore dell’Ohio fece dichiarazioni pubbliche chiamando gli studenti “un-americans” e accusandoli di sabotare l’educazione universitaria nello stato. Nel contempo fece chiamare i riservisti della Guardia Nazionale dell’Ohio. HyndeIl 4 maggio la Guardia Nazionale raggiunse il campus universitario della Ken State. Furono lanciati dei fumogeni, ma gli studenti non si dispersero. Quello che successe immediatamente dopo fu raccontato da diversi testimoni. Una studentessa, allora diciottenne, di nome Christine Ellen Hynde, detta Chrissie (che diventerà la cantante e leader del gruppo rock The Pretenders) così ricorda quella mattina:

“E poi udii quel rumore, ratatatatatatat. Pensavo che fossero fuochi d’artificio. Un suono sinistro si sparse sopra le aree comuni. La quiete produsse una sensazione come di una forza di gravità che ci schiacciava al suolo. Poi la voce di un giovane: “Cazzo hanno ammazzato qualcuno!” Tutto si mise a muovere sempre più al rallentatore e il silenzio divenne ancora più pesante. Il palazzo ROTC (Reserve Officer Trainin Corps – Corsi Militari Universitari), che ora non é niente più che un pezzetto di carbone, era completamente circondato dai soldati della Guardia Nazionale. Erano in posizione di tiro, appoggiati su un solo ginocchio, e miravano a noi.
E poi spararono.
Quando arrivai a vederli, in un primo momento non era ancora chiaro cosa stesse succedendo. I riservisti stessi apparivano scioccati. Loro ci fissavano e noi fissavamo loro. Erano ragazzini della nostra stessa età, diciannovenni. Solo che loro erano in uniforme, come i nostri ragazzi in Vietnam.”

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Tre ragazzi e una ragazza furono uccisi. Undici furono feriti e uno di loro rimase paralizzato. Dopo il primo momento di trauma gli studenti meditarono un attacco in massa contro i soldati. Un professore di geologia, responsabile del servizio d’ordine del campo, li arringò scongiurandoli di non attaccare per evitare una carneficina totale. Lo ascoltarono.

5f98d41c-655c-4fd0-bfec-e5a4f36bcca7L’otto di maggio, reparti della Guardia Nazionale del New Mexico caricarono, baionetta innestata, gli studenti dell’Università del New Mexico. Vi furono undici feriti. A New York ci furono collutazioni tra studenti e muratori mandati dal governo a sedare la rivolta. Il nove maggio, centomila si riunirono a Washington per una protesta massiccia. Nixon fu portato, come misura di sicurezza, a Camp David, per due giorni. Nelle cantine degli uffici amministrativi dell’esecutivo del governo fu accampata per giorni l’82 Divisione Aviotrasportata.
Il 14 di maggio ci fu un’altro caso di violenza militare al Jackson College, a Jackson in Mississippi. I soldati spararono contro le finestre dei dormitori universitari. Due studenti morirono e dodici altri furono feriti.
Una successiva indagine campione della Gallup dimostrò che la maggior parte degli americani era propensa ad incolpare gli studenti degli accadimenti.
Per il massacro alla Ken State non ci fu alcun condannato. Ci fu un indennizzo minimo all’Università e si cercò di scaricare la colpa ai riservisti: reazione esagerata. Le prove (registrazioni di ordini ai riservisti) a dimostrazione che gli ufficiali della riserva avevano ricevuto un chiaro ordine di sparare, non vennero mai considerate valide. Furono definitivamente rigettate dall’FBI nel 2012.

146fd394-0bb7-48a2-a500-b3e71b706149Le osservazioni di Chrissie Hynde rivelano l’aspetto assurdo della vicenda, e tutta la sua tragicità. I riservisti si trovano a dover attaccare studenti della loro stessa età. In un centro piccolo come Kent in Ohio, probabilmente molti riservisti locali erano in amicizia con quegli studenti. Si può ipotizzare che qualche studentessa fosse sentimentalmente legata a qualche ragazzo richiamato in quei giorni nella Guardia Nazionale. Arrivarono su quei prati erbosi dell’università, fu dato loro l’ordine di sparare e spararono. Mirarono ad altezza uomo. 05cc1f60-d982-4c18-a4fb-5247811dfd51Marciarono verso gli studenti in stato di semi-incoscienza. Nessuno di loro, credo, era uscito di caserma quella mattina pensando di andare ad uccidere. Ma d’improvviso fu dato l’ordine. Per quanto fossero stati indottrinati (gli studenti sono degli intellettuali rossi, sono contro il governo, contro l’America, sono dei vili che non vogliono andare a combattere per difendere il loro paese, hippie scansafatiche, eccetera), alla non si resero conto. Di fronte ai rivoli di sangue che imbrattavano i viali universitari, rimasero sospesi in un vuoto cosmico. Si erano trasformati in qualcuno che non immaginavano esistesse. Erano stati trasformati dall’Effetto Lucifero. Forse per questo gli studenti superstiti, compresi i feriti, a partire dalla Hynde stessa, finirono con considerare anche i soldati della Guardia come vittime.

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