Living While Black (Vivere essendo Neri)

La percezione dello stato delle cose cambia a seconda del carattere e delle esperienze di ciascuno, e leggendo l’articolo di Gianni Riotta (“L’America Bianca e Quella Nera: un fossato di odi e propaganda” La Stampa, Lunedì 22 Dicembre 2014), mi rendo conto di come la sua percezione dell’America, in particolare del discorso sui conflitti razziali, sia assai differente dal mio. 

Dopo tre mesi dal mio arrivo a Los Angeles, mi comperai finalmente un’auto usata, e incominciai ad esplorare aree della costa californiana. Guidando verso sud, dopo l’area portuale di Long Beach, si raggiunge presto il confine con la Orange County. Passata l’area costiera della O.C., si raggiunge la contea di San Diego. Guidavo attraverso i lungomare di quelle cittadine, con la mia auto chiaramente non di ultima generazione. Non mi capitò mai di essere fermato. Capitava invece regolarmente a chiunque avesse la pelle nera.

Una dozzina di anni dopo, mi capitò di chiacchierare con una bella signora di colore durante un party. La elegante signora era una professionista che lavorava nella business city di Anaheim, nella Orange County.  Mi raccontava che si era recata sulle spiagge della O.C. non più di due volte in vita sua. Non volle aggiungere particolari: “Non mi hanno mai fatto sentire tranquilla. La spiaggia appartiene ai bianchi. Se la tengano”.

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Scena del massacro dei due poliziotti newyorkesi da parte di un uomo nero squilibrato
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Scena del massacro dei due poliziotti newyorkesi da parte di un uomo nero squilibrato

I negri e i latinos sono sempre fermati dalla polizia, a piedi o in auto, tanto che la formula del reato penale di guida in stato di ebbrezza (D.U.I. o Driving while intoxicated) è diventato guida in stato di negritudine o di condizione ispanica (Driving while black o Driving while Hispanic), fino al “vivere in stato di negritudine”, o living while black.  Io sono stato fermato solo due volte, in diciott’anni di vita negli States. Una prima volta non mi ero accorto che avevo due luci posteriori fulminate, una seconda il poliziotto credeva volessi evitare di essere multato (non lo avevo visto).

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Metodi spicci della Polizia di New York
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Metodi Spicci della Polizia di New York

Loro li fermano sempre, spesso per nessun motivo.  Anche i pezzi grossi.  Colin Powell (ex capo di stato maggiore dell’esercito ed ex segretario di stato) raccontava come la polizia lo fermasse anche quando era in divisa di ufficiale dell’esercito americano. Chris Darden, sostituto procuratore della procura di Los Angeles e pubblico accusatore al processo spettacolo contro O.J. Simpson (un nero accusava un altro nero, che era difeso – l’avvocato Johnny Cochran – da un avvocato nero) raccontava come spesso venisse fermato dalla polizia, costretto ad uscire dalla sua auto e stendersi sull’asfalto sporco d’olio, specie se vestito con un bel vestito e una bella cravatta da businessman: “Non è concepibile un giovane negro vestito in quel modo alla guida di una Mercedes”.

Christopher Darden, pubblico accusatore di O.J. Simpson
Christopher Darden, pubblico accusatore di O.J. Simpson
Johnny Cochran, difensore di O.J. Simpson
Johnny Cochran, difensore di O.J. Simpson
Copertine delle riviste Time e Newsweek durante il processo Simpson per duplice omicidio di I° Grado
Copertine delle riviste Time e Newsweek durante il processo Simpson per duplice omicidio di I° Grado
Simpson circondato dai suoi avvocati durante la lettura del verdetto.
Simpson circondato dai suoi avvocati durante la lettura del verdetto.

Durante il mio training come psicoterapeuta, dirigevo un team di sostegno in cui i due coordinatori dei casi erano neri. Capitò di discutere il trattamento ai neri con uno di loro. Mi disse: “L’ultima volta che mi hanno fermato é stato ieri…ma noi neri ci siamo abituati…qualche volta mi scoccio perché mi fanno perdere un sacco di tempo, ma alla fine è peggio.”  La coordinatrice donna invece mi confessava: ”La fatica é il non cedere alla paranoia, nonostante che io come tutti i neri sia stata educata a non perdere la pazienza, anche in casi di prepotenza”. 

Una fragile signora nera, divenuta senza casa dopo essere discesa in una forma di demenza precoce (aveva cinquant’anni), fu uccisa da due poliziotti, davanti al parcheggio di un supermercato vicino a casa mia a Los Angeles, perché aveva estratto un cacciavite dai sacchi che trasportava in giro per la città su un carrello, ritenuto appena rubato nel medesimo supermarket. Non voleva che le portassero via quelle quattro cose. Una poliziotta fece un passo indietro e s’inciampò in un’aiuola, cadendo all’indietro. Il poliziotto con lei estrasse la pistola e freddò la nera con un solo proiettile. Entrambi i poliziotti furono scagionati. Avevano usato una “procedura standard”. La signora si chiamava Margaret Mitchell. Si potrebbero fare un sacco di nomi, in giro per l’america, non so quanti solamente in questi ultimi mesi.

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Incendi durante le Los Angeles Riots dopo l’assoluzione dei 5 poliziotti accusati di aver pestato Rodney King
Incendi durante le Los Angeles Riots dopo l'assoluzione dei 5 poliziotti accusati di aver pestato Rodney King
Incendi durante le Los Angeles Riots dopo l’assoluzione dei 5 poliziotti accusati di aver pestato Rodney King
Il pestaggio di Rodney King a Los Angeles
Il pestaggio di Rodney King a Los Angeles

Verso la fine della primavera del 92, Los Angeles era finita arrosto dopo la rivolta (riots) a seguito dell’assoluzione dei cinque poliziotti che avevano brutalmente pestato – davanti ad altri poliziotti che si limitavano ad osservare – un tale nero di nome Rodney King.  Anche lì era presente un video che avrebbe dovuto inchiodare quei poliziotti, come per Eric Garner (ma Rodney King non fu ucciso). Anche lì furono giudicati non colpevoli.  King non si era fermato all’intimazione della polizia se non dopo diversi chilometri d’inseguimento, era grande e grosso (come Garner) e sembrava essere sotto l’effetto di stupefacenti, e quanti bianchi sentii scusare quei poliziotti, perché era grosso e drogato. Sembrava un luogo isolato, di notte, dove nessuno poteva assistere. Invece caso volle che quella volta fossero filmati, in un era in cui i telefonini con videocamera non esistevano ancora. 

O.J. Simpson fu scagionato perché dei poliziotti bianchi avevano riaggiustato le prove contro di lui, per essere sicuro che il negro ricco e famoso che aveva accoppato la bella ex-moglie bianca con il suo presunto amico non sfuggisse alla giustizia. Non ce n’era nessun bisogno, ma in compenso la difesa di Simpson lo scoprì e fece leva su tale pasticcio per far scagionare un pericoloso uxoricida. I neri d’America ritengono che giustizia fosse stata fatta, per una volta, nei confronti di un nero che aveva raggiunto la cima ed era stato incastrato dai bianchi, presumibilmente per punire tale ubris. In questo caso l’innocenza di Simpson era un’illusione amara. La paranoia individuale che cercavano di evitare li agguantò come paranoia culturale collettiva, come quella che prese il mondo arabo nei confronti dell’attacco alle torri gemelle (la credenza dei musulmani che si fosse trattato di un complotto ebraico, che Israele e gli ebrei d’America avrebbero machiavellicamente fatto ricadere sul mondo arabo).  Un bel paradosso, poiché in realtà Simpson fu scagionato proprio per un eccesso di zelo su base razziale della polizia di Los Angeles.

Bill De Blasio, sindaco di New York, durante la conferenza sull'assassino dei due poliziotti della NYPD
Bill De Blasio, sindaco di New York, durante la conferenza sull’assassino dei due poliziotti della NYPD

De Blasio, sindaco di New York, ha fatto ben bene ad addestrare il figlio a temere la polizia. Affermare che si tratti di un pregiudizio contro le forze dell’ordine, significa non avere una pallida idea di come le forze dell’ordine si comportino negli Stati Uniti e del grado di impunità di cui godono da sempre. New York finest, Los Angeles finest, il meglio di New York, il meglio di Los Angeles, vengono chiamati. Anche quando impazzano come i poliziotti della unità C.R.A.S.H. – divisione Rampart della Polizia di Los Angeles (LAPD).  Tale scandalo fu l’ispiratore di molte fiction, come Dark Blue-Affari Sporchi (con Kurt Russell),  Training Day (con Denzel Washington), Rampart (con Woody Harrelson), e la serie televisiva The Shield. 

L’uomo che ha ucciso vigliaccamente i due poliziotti a New York era uno squilibrato violento e le sue due vittime, per quel che ne sappiamo, erano solo due persone in divisa che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, cioè alla mercé di un pazzo. E certo il mestiere di poliziotto nelle città americane è molto pericoloso. Ma é anche un mestiere perseguito per libera scelta, e nelle cui file persiste un clima e una cultura molto sfavorevole alle minoranze di colore. “There is no use for these people” “Non si può far nessun uso di questa gente” disse una volta un poliziotto della LAPD a mia moglie, riferendosi agli African-Americans.

La Rampart Station della Polizia di Los Angeles
La Rampart Station della Polizia di Los Angeles
Simbolo della sezione anti-gangs della LAPD Rampart Station, la CRASH UNIT
Simbolo della sezione anti-gangs della LAPD Rampart Station, la CRASH UNIT
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Il detective Perez, incriminato per i metodi brutali della unità antigang CRASH della Rampart Station della LAPD (polizia di Los Angeles)

Nel 1991, Diane Sawyer, giornalista di ABC, propose un esperimento, che fu poi ripetuto una decina di anni più tardi. Due signori, uno bianco e uno nero, si recarono a St. Louis, Missouri, per cercar casa e lavoro. Avevano la stessa età, stessa apparenza professionale, stesso curriculum vitae. Si recarono negli stessi luoghi, alla ricerca di una casa da affittare o di un impiego, fecero acquisti negli stessi negozi.

“In molti negozi, il bianco riceve immediata attenzione, mentre il nero viene regolarmente ignorato, eccetto che in un negozio di dischi, dove un commesso lo tiene sotto continuo controllo senza offrirgli la minima assistenza. Quando i due, separatamente, vanno a far due passi nella stessa strada, una macchina della polizia passa il bianco ignorandolo, ma rallenta a fianco del nero per osservarlo. Presso un concessionario d’automobili, il bianco riceve un prezzo più basso e migliori termini di finanziamento rispetto al nero. Nel far domanda presso un lavasecco che ha pubblicizzato un annuncio di lavoro, al bianco viene subito detto che il lavoro é disponibile; al nero che il lavoro é già stato preso. Rispondendo alla targa “affittasi”, al bianco viene immediatamente offerto un appartamento, che poi non prenderà; dieci minuti dopo, al nero viene risposto che è stato già affittato. E così di seguito per una ventina di minuti di documentario, spiegando quello che un nero è costretto a sopportare, giorno dopo giorno.

Riferisco questo esempio per ricordare che  il trattamento differente tra bianchi neri (e latinos) non si limita ai distretti di polizia.

Denzel Washington in Training Day, ispirato allo scandalo Rampart
Denzel Washington in Training Day, ispirato allo scandalo Rampart
La serie TV The Shield, ispirato allo scandalo Rampart
La serie TV The Shield, ispirato allo scandalo Rampart
Woody Harrelson in Rampart, ispirato allo scandalo della Polizia di Los Angeles
Woody Harrelson in Rampart, ispirato allo scandalo della Polizia di Los Angeles
Kurt Russell in Dark Blue-Affari Sporchi, ispirato allo scandalo Rampart
Kurt Russell in Dark Blue-Affari Sporchi, ispirato allo scandalo Rampart
Le fasi dell'assassinio di Eric Garner da parte della Polizia di New York
Le fasi dell’assassinio di Eric Garner da parte della Polizia di New York

Non è questa la sede per ricercare i motivi della persistenza di tali differenze in America. Recentemente un amico mi ricordava che sono stati fatti studi sulla paura immediata che l’americano bianco prova verso il nero, quasi fosse un retaggio antropologico, come la paura che figure simili a un serpente o a un ragno possono esercitare su tutti gli umani, per cui l’ombra di una cintura caduta in terra fa saltare il relé della corteccia pre-frontale (quella che pensa e analizza ciò che la retina cattura) per raggiungere direttamente i nuclei dell’amigdala, il centro che ci procura ansia immediata, paura ancestrale, per la possibile presenza dell’animale foriero di morte.

La differenza però, è che gli uomini hanno passato, il novanta per cento della storia dell’umanità alla mercé di tali animali (parliamo di centinaia di migliaia di anni), mentre la paura dell’uomo nero é retaggio culturale recentissimo, e non plasmato dalle esperienze dirette di migliaia di generazioni.

Quindi Obama, dopo essere quasi sempre rimasto in silenzio su problemi razziali per non rischiare di attirarsi, come nero e come presidente, ulteriori ire da parte della white America, non poteva in questi ultimi casi – ennesimi  casi di totale impunità della polizia anche quando fa errori (chiamiamoli errori) fatali – continuare a tenersene lontano. Cavalcare l’onda di indignazione per l’impunità che gode la polizia in America mi sembra più che giusto, e ci si augura – seppur con ben poche speranze – che almeno in qualche stato la legislazione o le “procedure standard” della polizia vengano finalmente cambiate.

Proteste contro la brutalità delle polizie americane contro gli African Americans
Proteste contro la brutalità delle polizie americane contro gli African Americans

Guido Valobra de Giovanni
g.psy@mac.com
3665324163

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